Vulcani e conversioni al cristianesimo

Nel 1104 in Islanda una violenta eruzione scuote il vulcano Hekla, nel mondo cristiano iniziano a circolare le storie più orribili, tra cui quella che si è aperta la porta dell’inferno, versione preferita dai monaci cistercensi.
Per intimorire gli eretici nulla può essere più efficace di mostrare loro, con un esempio terreno, le sembianze dell’inferno.
Sempre in Islanda, nell’anno 1000, l’Althing, il primo parlamento democratico del mondo, si riunisce a Thingvellir, una vasta distesa di lava solcata da fenditure e interrotta da falesie di basalto.
All’ordine del giorno c’è: adottare il cristianesimo o continuare a venerare gli antichi dei.
Il dibattito è molto animato e i due clan interessati nella discussione si dichiarano entrambi fuori legge!
Proprio in quel momento arriva  un messaggio che annuncia che la lava sta sgorgando e minaccia il villaggio di uno dei capi clan.
I pagani esultano: “nulla di strano, i nostri déi sono irritati dalla vostra proposta cristiani…”.
Ma il capo cristiano Snorri rigira la situazione a suo vantaggio, indicando la vasta distesa di lava solidificata che ricopre Thinghvellir, domanda:
“ Perché allora erano irritati gli déi quando questa lava si è diffusa sul terreno? Proprio perché, conclude Snorri, non esisteva ancora il cristianesimo nell’isola!”
L’esito della votazione è a suo favore, l’Islanda si converte alla fede cristiana per “una colata di lava”!

Mauro Scattolin
Tratto da Vulcani fuoco della terra

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