In Sudan ospite di Emergency

Quello che troverete scritto qui di seguito è una breve testimonianza dell’importante lavoro che Emergency svolge in tutte le parti del mondo là dove ci sono in corso guerre o ci sono state, o comunque ci sono situazioni di estrema povertà. Nel novembre 2010 mi sono recato in Sudan a trovare mia moglie che lavora presso il centro Salam, il famoso centro di cardiochirurgia costruito nel 2007 da Emergency a Soba, lungo le rive del Nilo azzurro a 20 Km da Khartoum. Sono stato ospite per 13 giorni di Emergency, che mi ha dato la possibilità di visitare l’ospedale e gli altri progetti in Sudan. Ringrazio tutto lo staff di Emergency che per tutto il periodo in cui sono stato a Khartoum mi ha fatto sentire uno di “loro”. Ho potuto disegnare con i bimbi del “ward” (reparto), i loro sorrisi sono indelebilmente impressi nella mia mente! Ho fatto il “portatore” della cassa frigorifero, raccogliendo il plasma negli ospedali di Khartoum; ho assistito a due interventi di sostituzione delle valvole cardiache eseguiti da Gino Strada; è emozionante vedere fermare il cuore e poi farlo ripartire!

Il centro “Salam” che in arabo significa “pace”, la gente qui lo chiama “l’ospedale gratuito dei bianchi per il cuore”; il Salam con la sua assistenza altamente specializzata offre gratuitamente cure a pazienti affetti da cardiopatie congenite e acquisite, provenienti da tutto il Sudan e da nove paesi confinanti: Etiopia, Eritrea, Egitto, Kenya, Uganda, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centro Africana, Ciad, Libia e inoltre da Ruanda, Sierra Leone, Tanzania, Zambia, Nigeria, Irak, Chad, Giordania, Somalia e Gibuti. Ma senza dubbio l’esperienza più toccante è stata la visita Mayo, un immensa distesa di fango, lamiere e teli di plastica che si estende a perdita d’occhio nella periferia di Khartoum. Questo “quartiere” è nato circa 20 anni fa come campo profughi, costituendo l’unico rifugio per migliaia di sudanesi sfuggiti ai conflitti nel sud del paese; giorno dopo giorno, anno dopo anno si è trasformata in una sorta di città permanente. Oggi vivono a Mayo più di 300.000 abitanti e quasi la metà sono bambini. Mayo è considerata ormai una città, divisa in quartieri governati da diversi sultani, che rappresentano clan, etnie e famiglie. In questo “inferno” di polvere sorge il centro pediatrico di Emergency, anche questa struttura è completamente gratuita e riesce ad offrire assistenza sanitaria a circa 50 bambini ogni giorno. Le patologie più frequenti sono le infezioni intestinali e respiratorie, la malaria  e vari livelli di malnutrizione. Il mio giorno di visita è coinciso con il sabato, il giorno in cui i Community Health Promoters, alcuni infermieri e un dottore dello staff di Emergency, si muovono all’interno di  Mayo  per svolgere attività di prevenzione ed educazione igienico-nutrizionale e controlli a domicilio per verificare la corretta applicazione delle terapie e le condizioni generali dei bambini, oltre che per cantare e giocare con loro.

Grazie ancora ad Emergency che dà una speranza di vita ai bambini di Mayo e di tutta l’Africa.

Mauro Scattolin

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